Misetta Bozzini e' nata a Roma da famiglia veneta.
Conseguita una formazione classica prosegue nello studio del pianoforte e si dedica alla ceramica e alla pittura.
A Torino frequenta negli anni 1964 - 1966 la Scuola di Nudo all'Accademia Albertina e nel 1966 - 1967 lavora nello studio di Francesco Menzio, titolare della cattedra di pittura.
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Studiando il pianoforte e frequentando assiduamente il teatro dell’opera fin da bambina (per cui amavo cantare sempre le arie più famose) forse avrei potuto sognare di diventare una pianista, o più ancora, anche perché incoraggiata dalla mia insegnante, una cantante lirica. Invece sono diventata una pittrice anche se non ho mai abbandonato il mio pianoforte e la musica è mia costante compagna ed ispiratrice. Ho cominciato dipingendo ceramica guardando ai decori giapponesi, affascinata forse da quei disegni nitidi chiusi da un segno scuro. Il gusto di quelle forme chiare e chiuse che mi porterò dietro per sempre, perché fanno parte della mia visione delle cose e del mio ordine interiore.
I miei genitori erano entrambi veneti ma, poiché mio padre era alla direzione della BNL a Roma, sono nata nella capitale dove ho vissuto la mia prima giovinezza e compiuto i miei studi. Arrivata a Torino ed incoraggiata dal risultato di un concorso per giovani a Rapallo, dove da autodidatta avevo presentato tre quadri (tutti e tre accettati malgrado una, pare, severissima selezione) mi sono iscritta alla scuola di nudo all’Accademia Albertina diretta da Filippo Scroppo. Sono entrata così nel giro di alcuni pittori piemontesi, da Massimo Quaglino a Pontecorvo, e tutti mi invitarono a frequentare i loro studi, ma io, visitando le varie mostre, mi ero “innamorata” della pittura di Francesco Menzio, una pittura così vicina a me, al mio mondo. Per cui mi dissi “o avrò lui come maestro o mai nessun altro”. Ma Menzio, che allora aveva la cattedra di pittura, non aveva mai avuto allievi privati, per cui decisi di fare gli esami per entrare in Accademia. Un giorno però con la modella Elsa decidemmo di andare a trovarlo.
Vedendo i miei lavori rimase incuriosito, per cui, pur ribadendo che non aveva mai avuto allievi privati, mi offrì di seguirmi se gli avessi portato ogni tanto a vedere qualcosa. Tornai con un quadro con due figure (che conservo gelosamente) e quando lo vide mi invitò ad organizzarmi con un cavalletto nella stanza accanto al suo studio all’Accademia (che era appartenuto a Casorati) e diede anche le chiavi. Ogni tanto mi chiamava, mi faceva sedere accanto a sé osservando il mio ultimo lavoro e ne faceva una lunga analisi. Quell’anno di convivenza artistica è stato importantissimo per la mia formazione. Alla fine mi aiutò a mettere su la mia prima mostra ed è stato molto emozionante. Mi fece la presentazione il grande Albino Galvano che avevo avuto la fortuna di conoscere e che diceva di apprezzarmi. A quella mostra venne Angelo Dragone, che mi accostò a Nespolo scrivendo sulla Stampa, ed altri critici. Una sera arrivò anche Luigi Carluccio che mi fece poi un bel pezzo con riproduzione di un quadro sulla Gazzetta. Sembrava interessato ai miei lavori ed anzi mi disse che mi avrebbe seguita volentieri ma io, con la mia eccessiva discrezione ed autocritica, ho atteso nove anni prima di sentirmi abbastanza pronta per chiedergli la presentazione per una nuova mostra all’”Approdo” a Torino. Venne nella mia casa di Pino Torinese a vedere i quadri ed iniziò una bella amicizia, anche con mio marito, finita troppo presto, purtroppo, con il suo viaggio in Brasile. Quando avevo detto a Carluccio che per il lavoro di mio marito avrei dovuto vivere parecchio tempo a Parigi, commentò: “Magari, chissà, nascerà una stagione parigina!”. E così è stato, perché i tetti e le mansarde delle case che mi attorniavano hanno molto ispirato i miei quadri di quel periodo, come d’altronde il gusto del liberty che si respira nei locali parigini. Feci anche una grande mostra lassù, in una bella Galleria di Avenue Matignon con presentazione di Adam Saulnier. Forse perché avevo letto il romanzo “Il Cappotto di Astrakan” ambientato a Parigi, ho pensato di mandare un catalogo a Piero Chiara. Mi scrisse di rimando una bella lettera, dicendo, di un quadro riprodotto: “bouquet ed nuages è una sintesi della città non facile da dimenticare. Ha la forza di un perfetto endecasillabo. Spero proprio di poter visitare un giorno il suo studio”.
Purtroppo i tragici avvenimenti che sono seguiti non ci hanno permesso di incontrarci, ma parlandoci al telefono mi aveva molto incoraggiata a lavorare dicendomi: “ricevo montagne di cataloghi, ma il suo, mi creda, l’ho notato tra tanti”. Non ho l’abitudine di organizzare tante mostre perché non mi piace, perché trovo sia una perdita di tempo, mentre preferisco lavorare nel mio studio in silenzio con la mia musica, anche se ritengo, ogni tanto necessario, farlo per confrontarsi, per vedere il proprio lavoro al di fuori delle proprie mura, per poter avere una visione più distaccata.
Ho fatto qualche esposizione a Bologna, a Venezia, a Parigi appunto, persino a Johannesburg e l’ultima finalmente a Roma. Fu così che conobbi Sgarbi. Quando qualcuno gli mostrò un mio catalogo, ho pensato, arrossendo, ora mi dirà di cambiare mestiere! Invece guardò il catalogo dal principio alla fine con molta attenzione e, quando io me ne ero già andata, ha ripreso il discorso con i padroni di casa offrendosi di presentarmi per una eventuale prossima mostra. Così è nata la mia ultima monografia a cura, appunto, di Sgarbi e la presentazione, con lui, del libro a Palazzo Barberini a Roma. La vita del pittore non è facile e tanto più (ancora oggi) per una donna, soprattutto se non si seguono i gusti e le mode del momento, se non si è dei buoni menager di se stessi. Ma io sono un Capricorno testardo, perseverante e quando a volte i fatti, gli avvenimenti, mi scoraggiano, mi deludono, ripenso alle prove passate, all’incontro con Menzio, con Galvano, con Carluccio, con Ronfani, con Sgarbi e poi ricordo la voce e le parole di Piero Chiara e... riprendo a lavorare con tutta la forza della mia volontà, anche perché non potrei farne a meno!.
Renzo Biason, Lucio Cabutti, Luigi Carluccio, Massimo Centini, Richard Cheales, Giorgio Cortenova, Enzo De Paoli, Angelo Dragone, Albino Galvano, Arrigo Grazia, Renzo Guasco, Sergio Innocenti, Paolo Levi, Augusto Minucci, Angelo Mistrangelo, Giuseppe Nasillo, Antonio Oberti, Claudio Rama, Luciano Regolo, Ugo Ronfani, Adam Saulnier, Anna Caterina Toni, Anna Triola, Giovanni Viarengo, Silvia Brero, Vittorio Sgarbi.
-1970: Torino, Galleria AIC
-1972: Bologna, Galleria Caldarese
-1972: Johannesburg - Hyde Park Gallery
-1979: Torino Galleria L'Approdo
-1984: Torino Galleria Davico
-1985: Parigi Galerie Mona
-1990: Alessandria Galleria La Maggiolina
-1993: Torino - Piemonte Art. e Culturale
-1993: Venezia Centro d'Arte San Vidal
-1994: Borgomanero Teatro Sociale
-1994: Courmayeur Maison Fleur
-1996: Bologna Galleria Caldarese
-1997: Torino Fogola Galleria Dantesca
-2003: Roma, Palazzo Barberini
-2008: Torino, Palazzo Lascaris